Il 15 gennaio 2025, ad Abu Dhabi, Italia, Albania ed Emirati Arabi Uniti (UAE) firmano uno storico accordo energetico da 1 miliardo di euro. Al centro dell’intesa: lo sviluppo di grandi impianti di energia rinnovabile in Albania, la costruzione di un cavo sottomarino HVDC verso la Puglia, e un modello innovativo di cooperazione trilaterale tra Europa, Balcani e Medio Oriente. Questo accordo segna molto più di un progetto infrastrutturale: è l’inizio di una visione strategica dove energia, sostenibilità e diplomazia si intrecciano per costruire un futuro condiviso. L’Italia, con la Puglia in prima linea, si candida a diventare hub verde del Mediterraneo.
Cosa prevede l’accordo
La partnership coinvolge:
- Masdar/Taqa (Emirati Arabi) – Investitori e sviluppatori di impianti fotovoltaici ed eolici
- KESH (Albania) – L’operatore energetico statale
- Terna (Italia) – Gestore della rete di trasmissione nazionale
Insieme svilupperanno gigawatt di capacità rinnovabile in Albania, con sistemi di accumulo in batterie, e costruiranno un collegamento sottomarino di oltre 200 km tra Valona e la costa pugliese. Il progetto sarà operativo entro il 2028, con una fase intermedia già nel 2027.
Un impatto concreto per le industrie italiane
Questa collaborazione ha un forte valore industriale per l’Italia:
a. Nuove opportunità per il settore ingegneristico e impiantistico
Le imprese italiane, specializzate in progettazione, ingegneria elettrica, realizzazione di stazioni di conversione e infrastrutture sottomarine, avranno accesso diretto ai cantieri e ai progetti sia sul territorio nazionale (Puglia) sia in Albania.
Molte aziende italiane – dalle grandi come Ansaldo Energia, Prysmian Group, Saipem – fino a PMI specializzate in installazioni e manutenzioni, potranno partecipare come fornitori e subappaltatori.
b. Crescita della filiera delle energie rinnovabili
Il progetto stimola la filiera italiana delle rinnovabili: pannelli solari, turbine, inverter, cavi ad alta tensione, accumulatori. Non solo per l’esportazione, ma anche come opportunità per rilanciare la produzione nazionale di tecnologie verdi.
c. Ricerca, formazione e innovazione
Le università e i centri di ricerca italiani possono essere coinvolti nello sviluppo di soluzioni tecnologiche e di rete avanzate. Si apre spazio per investimenti in formazione tecnica, in particolare nel Sud, dando ai giovani nuove competenze in settori green ad alta domanda.
d. Maggiore stabilità nei costi energetici
Importare energia rinnovabile in modo stabile può aiutare il sistema industriale italiano a ridurre la volatilità dei prezzi elettrici, un vantaggio competitivo cruciale per settori energivori come acciaio, ceramica, chimica e agroindustria.
Un modello di cooperazione che guarda oltre i confini
Questo accordo dimostra cosa si può realizzare unendo le competenze e le risorse di tre mondi differenti:
- L’Italia con la sua esperienza industriale, rete infrastrutturale e know-how tecnico
- L’Albania con il potenziale energetico da valorizzare
- Gli Emirati con capitale, visione strategica e ambizione globale
Non si tratta solo di costruire impianti, ma di progettare un ecosistema condiviso in cui ogni Paese contribuisce secondo le proprie forze.
È un esempio tangibile di diplomazia sostenibile, dove si supera la logica delle alleanze occasionali per puntare su modelli di partnership duraturi.
Verso una società più sostenibile: la forza delle alleanze globali
L’accordo Italia–Albania–UAE invita a riflettere su una domanda più ampia: cosa possiamo costruire come comunità internazionale se uniamo le forze, superando confini culturali e geopolitici, per un obiettivo comune come la sostenibilità?
Ecco alcune lezioni chiave:
a. Nessun Paese può affrontare la transizione energetica da solo
Servono infrastrutture condivise, interconnessioni, trasferimenti di tecnologia, accesso equo alle fonti. Progetti come questo mostrano come un’azione coordinata possa accelerare il cambiamento e distribuirne i benefici.
b. Le competenze sono il vero capitale
La collaborazione funziona perché ogni attore porta competenze complementari: la finanza del Golfo, l’energia potenziale dei Balcani, la capacità industriale dell’Italia. Questa è la chiave per costruire progetti resilienti, scalabili e replicabili.
c. La sostenibilità è anche un progetto di pace
Investire insieme in infrastrutture verdi crea interdipendenza positiva, stabilità economica e fiducia politica. Il Mediterraneo, spesso percepito come confine o conflitto, può diventare cerniera di cooperazione e innovazione.
L’Italia al centro di una nuova geopolitica verde
Questo accordo rafforza il posizionamento dell’Italia come ponte naturale tra Europa e Medio Oriente.
In un mondo in cui energia e clima sono questioni strategiche quanto la sicurezza, la nostra capacità di attrarre investimenti e tessere relazioni diventa fondamentale.
Non si tratta solo di importare energia, ma di essere protagonisti della trasformazione sostenibile globale, aprendo corridoi energetici puliti che uniscono territori e culture.
Dall’energia alla visione comune
L’accordo Italia–Albania–Emirati Arabi Uniti rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione internazionale per uno sviluppo sostenibile.
Non è solo una questione di chilowattora, ma un investimento in:
- industria e innovazione
- occupazione e formazione
- relazioni geopolitiche costruttive
- visione condivisa per il clima
In un’epoca in cui la sfida climatica sembra scoraggiante, progetti come questo dimostrano che esistono soluzioni concrete, realizzabili e scalabili.
Ma servono volontà politica, visione strategica e la capacità di guardare oltre il breve termine.
È questa la vera energia che dobbiamo coltivare: la capacità di cooperare per costruire insieme un futuro sostenibile.
FenImprese Dubai: un ponte strategico per le aziende italiane verso nuovi mercati
In un contesto internazionale sempre più orientato alla cooperazione multilaterale, alleanze come quella tra Italia, Albania ed Emirati Arabi dimostrano quanto sia importante per le imprese italiane guardare oltre i confini nazionali.
Ma per farlo servono strutture, contatti e supporto locale: è qui che realtà come FenImprese Dubai giocano un ruolo decisivo.
FenImprese Dubai nasce come estensione internazionale di FenImprese, una delle associazioni italiane più attive nel rappresentare piccole e medie imprese.
Il suo obiettivo è quello di facilitare l’ingresso delle imprese italiane negli Emirati Arabi Uniti – un mercato in forte espansione, attento alla sostenibilità, all’innovazione e alle collaborazioni industriali strategiche.
Il valore aggiunto di FenImprese Dubai:
- Assistenza operativa sul territorio: supporto nella costituzione di società, apertura sedi, ricerca di partner commerciali e gestione delle pratiche locali.
- Networking con player istituzionali e privati: accesso a eventi, delegazioni, fiere e incontri B2B con controparti emiratine e internazionali.
- Servizi per l’internazionalizzazione: consulenze su contrattualistica, marketing locale, adattamento prodotti/servizi ai mercati MENA.
- Focus su progetti green e innovativi: grazie alla collaborazione con enti pubblici e fondi di investimento, FenImprese Dubai promuove attivamente progetti legati alla transizione ecologica, alle smart technologies e all’energia sostenibile.
Questa rete di supporto è fondamentale per le aziende italiane che desiderano cogliere le opportunità nate da grandi progetti multilaterali come quello firmato ad Abu Dhabi.
Per una PMI italiana, affrontare da sola un mercato come quello degli Emirati può essere complesso, ma con partner affidabili e presenti sul campo, il percorso diventa concreto e sostenibile.
FenImprese Dubai rappresenta uno snodo strategico per costruire ponti tra le eccellenze italiane e i mercati del Golfo, facilitando investimenti, trasferimento tecnologico e progetti condivisi.
Esplorare nuovi mercati non è più un’opzione, ma una necessità per restare competitivi. Con il giusto supporto, può diventare anche un’occasione per costruire un futuro più sostenibile e connesso.



