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I Settori Chiave dell’Export Italiano a Dubai

Made in Italy

L’Italia è nota in tutto il mondo per il suo artigianato di alta qualità e il design distintivo. L’export italiano rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia nazionale, contribuendo significativamente alla crescita e al prestigio del Paese sul mercato internazionale. In questo articolo esploreremo l’importanza dell’export italiano, i settori chiave, e le strategie vincenti che hanno permesso al Made in Italy di affermarsi come un marchio di eccellenza globale.

Vuoi Esportare a Dubai? L’Export Italiano è in crescita

Vuoi esportare i tuoi prodotti a Dubai? Buona idea. Gli Emirati sono il secondo mercato di destinazione per l’export italiano in tutta l’area MENA (Medio Oriente e Nord Africa), primo mercato fra i Paesi del Golfo, con oltre sei miliardi di euro di merci e servizi venduti.

Un’altra buona notizia? Le prospettive. Si tratta di un mercato in espansione, con una crescita annua robusta e costante, sempre superiore al 10%. In valori assoluti, le merci esportate cresceranno nei prossimi tre anni di tre miliardi, toccando la soglia simbolica dei dieci miliardi di euro nel 2026.

Per avere un’idea dell’ampiezza di questo mercato, basti pensare che l’Arabia Saudita, con il suo immenso territorio, la sua propulsione economica e i suoi quaranta milioni di abitanti, si attesta su valore dell’export italiano di circa cinque miliardi di euro, con una crescita molto più timida rispetto agli Emirati.

Cosa esportare a Dubai

Un prodotto non vale l’altro ed è importante comprendere il mercato emiratino, i suoi bisogni, il suo carattere. Nello specifico, ecco le macroaree dei prodotti italiani più venduti nel 2022:

  1. Meccanica strumentale (27%)
  2. Chimica (9%)
  3. Tessile e abbigliamento (9%)
  4. Apparecchi elettrici (7%)
  5. Prodotti in legno (6%)

Primeggia la meccanica strumentale, con grande distacco dalle seconde posizioni. La medaglia d’argento a pari merito va a due settori emblematici, quanto diversi fra loro: la chimica e l’abbigliamento.

Il restante 42% è costituito da altri prodotti e servizi e forma un paniere molto diversificato, dall’alimentare ai metalli, garantendo opportunità in svariati settori.

Prima classificata a Dubai? La meccanica strumentale

Il settore della meccanica strumentale si conferma la voce più rilevante dell’export italiano a Dubai, rappresentando il 17% del totale.

Cos’è la meccanica strumentale? Si va dai macchinari necessari al funzionamento di un’altra macchina, alla quale vengono integrati, così come i macchinari autonomi. Ad esempio, troviamo le macchine utensili per la lavorazione di plastiche e metalli, le macchine tessili, le macchine per il confezionamento e l’imballaggio.

L’Italia è fra i primi cinque Paesi al mondo per l’export di meccanica strumentale, seconda in Europa solo alla Germania. Nei soli Emirati, i macchinari italiani hanno venduto per circa un miliardo di euro nel 2023.

Il trend è in crescita: nel 2026, infatti, si toccheranno i due miliardi, con un aumento del 100% in pochissimi anni.

Abbigliamento: la Moda Italiana piace agli emiratini

Niente di nuovo: l’industria dell’abbigliamento e del tessile italiano è rinomata a livello globale e i Paesi del Golfo non fanno eccezione. La popolazione degli Emirati rappresenta una clientela internazionale esigente, che cerca stile, eleganza e qualità.

Una leva importante la offre Dubai, hub globale della moda e del lusso, con la sua crescente domanda di prodotti di alta gamma tra i consumatori locali e i turisti internazionali, offrendo un mercato vasto e in continua espansione per i marchi italiani.

Nonostante le notevoli opportunità, l’esportazione verso gli EAU comporta anche delle sfide. La prima tra queste è la necessità di comprendere e rispettare le preferenze culturali e i requisiti di moda degli Emirati. Ad esempio, i marchi italiani devono spesso adattare le loro collezioni per soddisfare la domanda di abbigliamento che coniughi stile e sobrietà, in linea con le tradizioni locali.

Inoltre, la concorrenza nel mercato degli EAU è intensa, con la presenza di marchi di lusso da tutto il mondo. Per distinguersi, i marchi italiani devono investire in marketing e costruire forti relazioni con i distributori locali, oltre a partecipare attivamente agli eventi di moda e alle fiere commerciali nella regione.

In temini quantitativi, il settore ha registrato 377 milioni di euro di scambi nel 2021, con un vertiginoso +46,2% sull’anno precedente. La percentuale di crescita (+45%) si mantiene anche per il 2022, andando a toccare 547 milioni di euro.

Il trend positivo prosegue. Pur con una potente contrazione nel 2023 (-21,7%), il mercato tessile e abbigliamento cresce nel 2024 e torna a superare il mezzo miliardo nel 2025.

La Chimica: settore strategico per gli Emirati

Gli Emirati Arabi Uniti si stanno rapidamente posizionando come un hub innovativo per l’industria chimica, grazie a politiche governative volte a diversificare l’economia, riducendo la dipendenza dal petrolio. Questa trasformazione crea un ambiente fertile per le aziende italiane che offrono prodotti chimici avanzati, soluzioni sostenibili e tecnologie all’avanguardia.

Il settore della chimica verde, in particolare, rappresenta un’area di grande interesse, con una domanda crescente di soluzioni eco-compatibili e tecnologie pulite.

Nonostante le ampie opportunità, entrare e crescere nel mercato degli EAU comporta sfide significative. Le aziende italiane devono navigare un ambiente normativo complesso e garantire che i loro prodotti soddisfino rigorosi standard di qualità e sostenibilità.

Inoltre, la concorrenza è intensa, con attori globali che mirano a consolidare la loro presenza nel mercato. Per emergere, le aziende italiane devono distinguersi attraverso l’innovazione, la personalizzazione dei prodotti e l’offerta di soluzioni integrate che rispondano specificamente alle esigenze del mercato degli EAU.

Nel 2022, il valore dell’export di questo settore verso gli Emirati Arabi Uniti (EAU) ha raggiunto i 358 milioni di euro, testimoniando l’importanza e il dinamismo delle relazioni commerciali tra Italia ed EAU in questo ambito.

Le proiezioni per i prossimi tre anni sono ancora più promettenti, con previsioni che indicano un potenziale di crescita tale da superare gli 800 milioni di euro.

Un paniere ricco per gli Emirati che vogliono bene all’Italia

Non ci sono solo le prime voci in classifica: il mercato emiratino ricerca dall’Italia un insieme complesso di prodotti e servizi, toccando diversi settori merceologici.

Qualche esempio? L’agricoltura, che già vede un export che tocca i 173 milioni (2022) e che crescerà fino a raggiungere i 269 milioni nel 2026. Opportunità d’oro anche per chi vende prodotti in legno e apparecchi elettronici, che coprono rispettivamente il 6% e il 7% dell’export italiano negli UAE.

Ottime prestazioni anche per il settore alimentare, sempre iconico per il made in Italy, in crescita costante.

In generale, emerge un mondo ricco di opportunità per l’Italia, che nel 2022 con l’export (6 miliardi) ha superato di tre volte l’import (2 miliardi) e si appresta ad ingrandire sempre più il suo mercato nei prossimi anni.

Ecco perché, noi di FenImprese Dubai siamo al fianco degli imprenditori italiani intenzionati ad aprirsi all’interessante mercato degli Emirati Arabi Uniti.

Grazie al nostro team di professionisti, che assistono gli investitori a 360 gradi con un servizio dedicato, Aprire una Società a Dubai ed esportare il talento italiano diventa semplice e veloce.

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Alberto Bertini

Alberto Bertini

Senior Export Manager

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